Società Cooperativa di consumo di Casciavola

In questa sala è raccolta parte della documentazione che deriva dall’attività della Società Cooperativa di Consumo di Casciavola. La Società di Consumo è una società cooperativa tra consumatori per ottenere prodotti di consumo a prezzi migliori di quelli di mercato. Le persone che si uniscono per formare la cooperativa vengono chiamati soci perché sono i veri proprietari. Tali cooperative hanno come principio cardine la mutualità, l’assistenza e il supporto reciproco tra soci, per ottenere un miglioramento complessivo della qualità della vita. La Società Cooperativa di Consumo di Casciavola nasce nel 1883, in un periodo storico di grande fermento per la nascita di numerose cooperative, tra le quali quella che ospita questa raccolta, la Società Operaia di Cascina, Legno e Mestieri, nata nel 1863. A differenza delle cooperative, le Società Operaie nascono ispirandosi alle Friendly Societies inglesi, lo scopo principale consiste nel sopperire alle carenze dello stato sociale ed aiutare così i lavoratori a darsi un primo apparato di difesa, trasferendo il rischio di eventi dannosi, come gli incidenti sul lavoro, la malattia o la perdita del posto di lavoro. Sono di ispirazione Mazziniana e Saffiana e saranno protagoniste nella creazione delle prime organizzazioni sindacali già nel 1891, dove 450 società operaia di tutta Italia, riunite a Milano, decisero di costituire sindacati di categoria riuniti in camere del lavoro. Il contesto storico che fa da contorno alla nascita della Cooperativa di Consumo di Casciavola è quello che segue la riunificazione del Regno d’Italia e la contemporanea fine del Granducato di Toscana. Ci sono fermenti nuovi e nuove leggi di carattere nazionale tra le quali quella che disciplina la nascita di queste cooperative. Il contesto economico vede il nostro territorio, compreso nel cerchio che comprende San Casciano, Zambra, San Lorenzo alle Corti, Navacchio, San Prospero e Casciavola, un grande sviluppo, sia nella produzione agricola che in quella manifatturiera. La recente costruzione della ferrovia Firenze Pisa, la realizzazione della tranvia sulla via Fiorentina, la realizzazione della stazione di sosta e scambio a Navacchio, ha rappresentato per il territorio un potente motore di crescita economica e del potere di acquisto. In quegli anni iniziano l’attività una miriade di bar e alberghi e nasce il teatro Valtriani (1886), in via dell’ulivo, oggi via Profeti, poi diventato cinema Vittoria. Per questo motivo, un gruppo di persone decidono di far nascere la Cooperativa di Consumo di Casciavola, dove per Casciavola si intende dove è ubicata la sede operativa. In quel paese abitava un costruttore, muratore! avremmo detto allora, che si chiamava Francesco Geri. A lui venne affidato il lavoro di ristrutturazione della Chiesa di Casciavola terminato nel 1864. Il Geri decise di costruirsi una sua abitazione, che avesse un certo decoro e fosse imponente. La costruì sulla via di Casciavola, oggi via Guelfi, proprio fra le strade di Trebbiano e Laiano. Questa abitazione non venne mai abitata da Francesco Geri perché venne acquistata dalla nascente cooperativa che fu costituita nel 1883. All’interno dello “spaccio”, come veniva chiamato simpaticamente dagli abitanti della zona, trovavano spazio tutte le tipologie di alimenti, si sfornava il pane quotidianamente ed era presente anche un macello. La prima assemblea dopo il primo anno di attività, venne svolta a casa di Francesco Geri, e vedeva come presidente Gaetano Del Punta, cassiere Riccardo Terri e segretario Flaminio Di Lupo. Dai documenti presenti in questa sala si percepisce come gli acquisti dei beni avvenisse con il sistema del “libretto”, ossia un documento personale dove venivano annotati tutti gli acquisti fatti dai soci che potevano pagare anche ratealmente alleviando così il bilancio familiare. Sono interessanti i documenti relativi al periodo fascista e ai razionamenti causati dalle due guerre mondiali, è presente anche una nutrita quantità di lettere che attestano la richiesta di nuove iscrizioni. In un documento del 1885, quindi appena due anni dopo la costituzione, i soci iscritti risultavano 208, il Presidente era Gaspare Ferrucci con Gaetano Del Punta suo vice.
Il capitale sociale sottoscritto ammontava a 7.560 con una riserva di 1.773 per un totale di 9.333 lire. L’attività della cooperativa, che nel frattempo aveva allargato la vendita anche a coloro che soci non erano, è andata avanti fino agli anni ’80 con alterne vicende. Ma le sopraggiunte difficoltà di concorrenza con le strutture di vendita organizzate, misero in crisi la società che dovette chiudere i battenti. L’edificio venne acquisito dal Comune di Cascina per rispetto della legge sulle cooperativa che chiudono l’attività. Verrà usato negli anni successivi per ospitare associazioni, oggi fa parte di un progetto di ristrutturazione dove sono previsti degli spazi commerciali di prossimità, Hostel Sociale e spazi associativi.